22 Dicembre 2009

« Un vecchio negro e una vecchia ebrea che vanno a spasso in macchina: adesso le ho viste proprio tutte... »

A SPASSO CON DAISY

Atlanta
, 1948. Miss Daisy Werthan è un' anziana e distinta signora ebrea di settantadue anni, vedova di un ricco produttore di tessuti ebreo e maestra elementare ormai in pensione. Molto attiva e indipendente, è soprattutto nota come una donna molto burbera, testarda e bacchettona, e vive da sola nella sua bella casa, dove è assistita dalla domestica di colore Idella, che con gli anni ha imparato a sopportare il suo indomito temperamento quanto le sue bizzarre fissazioni e i molteplici pregiudizi.

Un giorno perde il controllo della sua automobile sbagliando la marcia mentre esce dal garage, finendo nel giardino dei vicini. Benché uscita dall' incidente miracolosamente illesa, il danno riportato dall' automobile è catastrofico, e costa all' assicurazione un sacco di soldi, tanto che suo figlio Boolie, erede dell' azienda paterna, decide di assumerle un autista nonostante le sue furiose proteste. Poco tempo dopo, su presentazione di un suo operaio, Boolie conosce un uomo di colore di quasi settant' anni, Hoke Colburn, autista delle consegne del latte analfabeta e in ritiro, che opportunamente avverte circa le inesauribili particolarità caratteriali della spigolosa e pignola signora. Hoke assiste quindi miss Daisy armandosi di una massiccia dose di pazienza e di un sorriso sempre spontaneo e solare, concedendosi molto di frequente frecciate d' umorismo pungente.

All’ inizio la donna rifiuta categoricamente il chauffeur, in quanto la farebbe a suo dire "passare scioccamente per ricca davanti a tutti", e fa di tutto per tenerlo seduto in cucina in silenzio, ben lontano dalla nuova automobile, arrivando poi a trovare ogni pretesto per convincere il figlio a cacciarlo via, ma senza successo. Dopo una settimana, miss Daisy accetta di ricorrere ai servizi di Hoke, che le ripete di continuo di non poter accettare di essere pagato da Boolie solo per girare i pollici in cucina, facendosi portare al supermercato, dalle amiche, al cimitero ebraico e poi alla festa del novantesimo compleanno del fratello.

Con il tempo Daisy si ammorbidisce e si fa più amichevole con l' autista, ogni tanto si conceda ancora qualche istante di burbera pedanteria. Con la morte improvvisa di Idella per infarto, l' anziana vedova e il suo autista continuano a smorzare le difficoltà relazionali, al punto che lui si improvvisa con grande entusiasmo giardiniere, cuoco, e cameriere. Complice il passare del tempo, fra i due nascerà una bella storia d’ amicizia, tanto che la maestra si decide a insegnargli a leggere e a scrivere.

Verso la fine degli Anni Sessanta, Boolie amplia la propria azienda tramutandola in un' industria di grande successo, tanto da venire insignito dalla Camera di Commercio del titolo di uomo d' affari dell' anno, mentre Daisy partecipa a un discorso di Martin Luther King in occasione di una cena sociale a cui partecipa l' alta società di Atlanta. Questa scena costituisce un momento molto importante in quanto svela la vera morale del film: le discriminazioni dei bianchi a danno dei neri costituiscono un fenomeno che non si limita soltanto alle violenze pubbliche e materiali e alla ghettizzazione dei neri, ma che trae vantaggio dal silenzio complice da parte della gente perbene che preferisce chiudere gli occhi anzichè contribuire a migliorare le cose anche per quegli statunitensi del sud bianco che vivono in condizioni precarie. A suo giudizio, gli Stati Uniti si proclamano con fierezza una terra di onestà, di giustizia e prosperità per tutti, ma in realtà sono una terra di indifferenza, discriminazione e ipocrisia.

Ormai novantaquattrenne, Daisy si ammala di demenza ed entra improvvisamente in uno stato di confusione, convincendosi di essere ancora a scuola a insegnare ai suoi bambini. Ricoverata dal figlio in un ospizio per anziani, continua a riceve ancora le calde e commoventi cure del canuto Hoke, che non l' ha mai abbandonata: le tiene compagnia, la imbocca e ascolta i suoi vaneggiamenti. Per Daisy ora lui è il suo migliore amico.

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